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Erano ormai passati mesi da quando Lord Beckett della Compagnia delle Indie orientali aveva minacciato di estinguere la razza dei pirati ,molti furono uccisi ingiustamente e molti pagarono le proprie colpe.
Il povero Will Turner aveva preso il posto di Davy Jones al comando dell'Olandese Volante ,avendo pugnalato il suo cuore per mano del capitano Jack Sparrow nel disperato tentativo di salvare il suo amico.... si perche' Will in fondo era questo per Jack, un amico!
La maledizione era pesante, 10 anni in mare e un giorno sulla terra dei vivi, un solo giorno insieme alla sua Elizabeth . Ma ormai il suo destino era segnato e Will non avrebbe potuto tirarsi indietro o avrebbe fatto la fine di Davy Jones, sarebbe diventato un mostro!
Ma... Jack?? ormai solo e con la Perla Nera nelle mani di Barbossa sembrava un capitano perduto, ma la sua infinita astuzia lo porterà in un'altra avventura alla ricerca della fonte dell'immortalità.
Era solo si... ma con una mappa molto speciale che lo avrebbe condotto oltre che alla fonte anche ad incontrare vecchi e nuovi compagni di avventura!

 

CAPITOLO I –CALYPSO-

C'era silenzio e pace nel mondo delle anime di coloro che sono morti in mare.
Di tanto in tanto un lamento si udiva dai luoghi dove le anime attendevano per essere traghettate dall'Olandese Volante.
I giorni erano tutti simili e le notti non erano diverse dalle mattine, ormai lo scopo era diventato solo ed unicamente la pace di bambini, donne , pirati , marinai... non faceva più molta differenza, per la morte erano tutti uguali.
Il capitano dell'Olandese  quella notte era agitato, una strana sensazione percorreva il suo corpo , sentiva una presenza ma non riusciva a capire chi fosse.
Si guardò intorno ma l'unico sguardo che incontrò fu quella del padre
Sputafuoco:" Figliolo siamo quasi arrivati, le anime ci attendono"
Will Turner:" Arrivo subito Padre"
Il Capitano si diresse verso il timone ,ma qualcosa attirò la sua attenzione, un' ombra misteriosa lo osservava ma lui non riusciva a vederla completamente
Will:" Chi c'e'? "
ma non ebbe risposta , un vento gelido si levò per lo stupore di tutta la ciurma, in quei posti non c'era mai un movimento d'aria.
Will cercò di non perdere la calma me era evidente che qualcosa stava accadendo, afferro' il timone per mantenere la rotta che ormai conosceva a memoria ,quando...
Ombra: " 10 anni in mare e 1 giorno a terra, e' il prezzo da pagare per quel che si e' fatto"
Will si voltò e vide una figura assai familiare ma che ancora non riusciva a mettere a fuoco, indossava un lungo mantello color porpora e un cappuccio le copriva il capo , ma quella voce.... si quella voce era inconfondibile, cosi' sottile ma aggressiva allo stesso tempo.
Will: " tu... sei... "
a quel punto il "clandestino" si tolse il copricapo svelando il suo volto
Will :" Tia Dalma!!! Calypso... "
Tia Dalma:" William Turner , giungo qui da te con richieste assai pericolose , ma necessarie, poichè tra i vivi accadono cose misteriose "
Will:" e cosa può fare per te un capitano condannato a traghettare anime per tutta la vita?? dimentichi che non posso far porto che ogni 10 anni e non rischierò di diventare un mostro per i tuoi capricci"
Tia Dalma : " Osi rivolgerti così alla Dea del mare? Sciocco !"
Will:" non ha più molta importanza oramai, qui ho imparato a non aver paura di nulla, ormai la morte si è impadronita di me "
Tia Dalma:" Non e' tutto così nero come credi capitan Turner , il destino non è sempre così crudele"
Will: Cosa intendi dire?"
Tia Dalma:" Ogni cosa al suo tempo! Intanto dovrai aiutarmi!"
la voce di Calypso divento' piu' dolce
Will:" Perche' cerchi il mio aiuto?"
Tia Dalma fisso' per un attimo Will e prosegui':" Jack Sparrow...."
Will spalanco' gli occhi:"  Jack Sparrow?? L'unica cosa positiva di questi luoghi dimenticati da Dio e' che non vi è Sparrow e tu, vieni qui sulla mia nave a parlarmi di lui?"
Tia Dalma:" Non essere cosi' ingrato! E' a lui che devi la tua vita"
Will abbozzo’ un sorriso amaro:" vita... se così si può chiamare traghettare anime in un luogo dove non esiste null' altro che oscurità"
Tia Dalma:" Tu dimentichi ,però, che ti e' concesso vedere la tua amata 1 volta ogni 10 anni, e c'e' chi questo privilegio non lo avrà mai più... e a tal proposito, e' proprio di alcune di queste povere anime in pena, che vorrei parlarti"
Will:" Elizabeth...E' l'unico motivo per cui vado avanti compiendo il mio dovere di capitano dell'Olandese Volante! Ma orsu' dimmi o Dea di quali anime devi parlarmi? Qualcuno che conosco? "
Tia Dalma" si... "
Will divenne curioso:"E...cosa centra Jack Sparow stavolta? non sara' mica morto? E' la sua anima che cerchi?"
Tia Dalma:" No... Jack Sparrow non e' morto , ma esso stesso sarà  la causa della morte di moltissime persone ! e questo fato crudele ti condannerà a restare qui per sempre se non riuscirai a fermarlo!"
Will rise sarcastico:" Tia Dalma dimentichi che io sono già condannato a restare qui per sempre! E fermare Jack Sparrow è un'impresa ardua"
Tia Dalma:" no Capitano Turner, non tutto e' deciso! C'e' un modo per ritornare nel mondo dei vivi, per poter riabbracciare cio' che di piu' caro hai al mondo"
Will:" qual'e'? per l'amor del cielo parla!"
Tia Dalma gli volto' le spalle e alzò il suo viso verso la volta celeste ricoperta da un tappeto di stelle:" William Turner ti e' concesso spezzare la maledizione che ti affligge, ma ciò solo grazie all'amore della tua amata che è tenuta a restarti fedele per tutti i 10 anni che ti toccano qui su questa nave, e solo dopo allora  potrai tornare da lei per sempre... finchè morte non vi separi.
Ma se a Jack Sparrow permetterai di trovare cio' che cerca, sarai condannato per sempre a traghettare le anime di coloro che moriranno a causa sua!"
Will non credeva a ciò che aveva udito, e ancora una volta, scherzo del destino, c'era Sparrow di mezzo:" cos'e' che cerca Sparrow? cos'e' tanto terribile da causare tanta sofferenza"
Tia Dalma :" la fonte dell'eterna giovinezza... da sempre l'uomo desidera essere immortale e Jack Sparrow piu' di tutti, e se ci riuscirà una guerra si leverà lesta e le anime perdute da te saranno traghettate!per l'eternità!!
Dovrai fermarlo giovane Turner ma non sarai solo..."
Il Capitano sentì tanta tristezza, sapeva della ricerca dell'immortalità da parte di Jack , avrebbe dovuto essere lui il capitano dell'Olandese.
Will :" ho già la mia ciurma Tia Dalma"

Tia Dalma:"Si hai la tua ciurma ma....ti concedo di riportare in vita 3 persone che potranno aiutarti in questa difficile impresa.

Sto parlando  del padre della tua Elizabeth, l' Ammiraglio James Norrington e Lord Cuttler Beckett"
Will nel sentire quei nomi si chiese perchè proprio loro, a cosa avrebbero potuto servire:" Riportarli nella terra dei vivi? sarebbe stupendo riportare ad Elizabeth il padre, ma gli altri due...non so quanta voglia ho di rivederli"
Tia Dalma:" Ripeto che non ti e' concesso replicare e rifiutarti ! E' anche un pò per causa tua se Norrington e' solo un'anima , e in quanto a Beckett, sta gia' pagando le sue colpe e vaga quasi incosciente per le malvagie coste.
E ora va, nelle terre perdute, è li che troverai Beckett e poi attraverserai un grande fiume e ivi giungerai nelle terre delle anime in pace dove vi dimorano W.Swann e James Norrington, ma fai attenzione hai un solo giorno di tempo o rischi di rimanere li per sempre anche tu"
Will intanto si chiedeva perche' Calypso chiedeva aiuto proprio a lui, ma si limito' solo a rispondere :" e cosi' sia Calypso.....".

E cosi' fu! Il capitano, dopo aver guidato un gruppo di anime, scese dall'Olandese con il padre Sputafuoco e insieme si diressero verso le terre malvagie.
Non era entusiasta di questa missione affidatagli da Calypso ma la sola idea di poter vivere accanto ad Elizabeth gli dava la forza di vagare per quei posti infernali.
Sputafuoco: "Dove lo troveremo..."
Will:" non ne ho alcuna idea, so solo che dobbiamo essere lesti o saremo condannati in questo posto orribile"
Era un luogo davvero triste, una distesa immensa di sabbia nera come la pece e di tanto in tanto si poteva scorgere il relitto di una nave o comunque quel che ne rimaneva.
Sputafuoco:"questo e' davvero l'inferno!"
Will:" Beh di certo Beckett non lo avremmo incontrato in paradiso."
Camminarono a lungo e le speranze di trovarlo scemavano sempre di piu', e la paura di essersi persi stava diventando incalzante .
Will:" Padre, guardate cos'e' quella?"
Sputafuoco:" non ne sono sicuro ma .... dovrebbe essere l'albero di una nave"
Will:" e' la vela che mi ricorda qualcosa...."
Un albero maestro spuntava dalla sabbia, era a pezzi e una vela strappata ancora era legata ad esso
Will:" ha il simbolo della Compagnia delle indie Orientali... ci siamo mi sa...."
corsero incontro alla bandiera e sentirono qualcuno piangere, Will si avvicino' e con stupere vide lui, Cutler Beckett in lacrime!

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Come aveva fatto a fallire? Dove aveva sbagliato? Aveva pianificato tutto, tutto era nei minimi dettagli ed era ad un soffio dalla vittoria eppure perchè aveva fallito? Si maledì almeno due volte per la sua mancanza di attenzione e per la sua stoltezza nel non immaginare che una cosa del genere era tipica del suo comportamento...Sentì qualcosa pungergli il viso, la sua nave stava saltando in aria pezzo dopo pezzo e lui era fermo, incapace di muoversi e di respirare, riusciva solo a odiarsi per quanto fosse stato sciocco. L'acqua gli stava entrando nei polmoni, ma ormai era incapace di muoversi, incapace di gridare o di piangere...
Si abbandonò al suo dolore ma gli occhi eran fissi sulla sua nave andata in pezzi mentre man mano scendeva giù...sempre più giù, nel freddo, gelido e buio oceano. Si domandò ancora una volta come fosse potuta accadere una cosa del genere? Come aveva potuto commettere un errore così sciocco? Avrebbe continuato a dannarsi con le sue domande se non fosse stato per l'arrivo di una triste consapevolezza.

-ormai non ha più importanza- Si disse.



Quando riaprì gli occhi era sempre disteso e circondato da acqua, per un secondo sperò di essere ancora sull'oceano. Quello però non era l'oceano, o almeno non era quello dei vivi. Si alzò e stranamente i suoi piedi toccarono l'acqua come se all'improvviso questa si fosse trasformata in una solida lastra di cristallo. Sentì un forte bruciore alla testa ma non si domandò il perchè di questo dolore, fissò interdetto la buia strada davanti a lui e comprese che la sua unica "scelta" era quella di proseguire. Avanzò di un passo ma qualcuno lo fermò tenendogli la spalla
"E così anche voi qui? C'era d'aspettarselo...infondo l'avevo sperato" Disse una voce maschile. Si voltò a guardare il volto di un uomo dall'aspetto elegante ma dal volto triste.
"Come scusi?" Rispose lui con aria pacata. Di tutta risposta l'altro rimase interdetto "Non mi dite che non vi ricordate?" Disse l'uomo e il tono sua voce divenne ad un tratto tagliente.
Arretrò di qualche passo confuso e parlò ancora "Mi spiace ma io non capisco..." Disse. Questa risposta però sembrò far infuriare ancora di più l'uomo "Ah non capite?Adesso non capite vero? Non ricordate?!" Disse l'uomo a denti stretti, l'altro scosse mortificato la testa.
"Siete un bugiardo Beckett!" Ringhiò l'uomo spingendolo a terra. Beckett cadde sul freddo suolo e l'acqua pietrificata neppure si increspò per l'urto.
"Beckett?" Ripeté lui sconcertato e fu in quel momento che l'altro si irrigidì per poi scoppiare a ridere
"Voi avete dimenticato addirittura chi siete? Quale vergogna! Ma se permettete vi illuminerò io...anche se non ve lo devo. Avermi assassinato dopo avermi costretto ad assecondare i vostri scopi non mi ha fatto di certo piacere...però sarò così gentile da ricordarvi io chi siete, desidero togliermi questa unica soddisfazione prima che ci pensi LEI."
Beckett, se era questo il suo nome, rimase rigido a guardare quell'uomo sorridergli, e vide in quel sorriso tutto l'odio che un cuore poteva provare. Lui aveva veramente "ucciso?" era vero ciò che l'uomo stava dicendo? Era un assassino? Eppure perchè non lo ricordava?
"Lord Cutler Beckett" Disse l'uomo e Beckett alzò lo sguardo restando come incollato sul freddo suolo "Siete un dannato assassino, senza cuore e vile e spero che abbiate la peggiore delle punizioni quando arriverete dinanzi a LEI. Ora però mi chiedo...avete il buon cuore di dirmi cos'avete fatto a mia figlia?"
Beckett scosse la testa, non era vero, non era possibile, non poteva essere lui quell ‘ uomo, si stava sbagliando. "Io...io...quale figlia?" Domandò con voce flebile, l'altro si abbassò a guardarlo "Mia figlia Elisabeth....Elisabeth Swann" Il volto dell'uomo era diventato improvvisamente triste.
D'un tratto Beckett ricordò. La giovane donna mentre gli si avvicinava, lo sguardo fiero e la voce limpida ma sicura di sé "Ci sarà una guerra e voi Lord Beckett, morirete"
Ricordò l'immagine di sé stesso sorridere e pronunciare un "E sia..."
Scosse la testa terrorizzato, mentre le immagini del ricordo sparivano. Gridò un "NO!" così forte che riecheggiò nell'oscurità. "No, no non è possibile!" Continuò a gridare Beckett alzandosi in piedi e guardò l'uomo davanti a sé "Gov...Governatore Swann" Pronunciò quelle parole disperato mentre man mano i ricordi riaffioravano nella sua mente.
"Oh! Sia ringraziato il cielo! Avete avuto la decenza di ricordate il mio nome..." Disse l'altro sorridendo.



 

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