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Quando Beckett riaprì gli occhi si destò in un mondo di dolore, se quelli che ogni volta gli riportavano alla mente quel sogno potevano essere definiti "giorni" allora ne erano passati tanti, tantissimi, poiché Beckett sentiva il dolore di quel ricordo aumentare giorno dopo giorno. Avrebbe dimenticato tutto tra un istante, si sarebbe riaddormentato e avrebbe fatto di nuovo quel sogno, pianse di nuovo, come aveva fatto anche qualche istante prima. Le lacrime gli rigavano il viso tutte le volte che si destava ma mai si ricordava di averle gia versate.
Vagava nella terra dei morti da giorni ormai e la punizione inflittagli era delle peggiori. Ricordare la propria morte, subire lo stesso dolore minuto dopo minuto, sentire l'amaro sapore del sangue sulle labbra tutte le volte che si destava da quel sonno dannato e infine dimenticare tutto per poi tornare a soffrire con la medesima punizione.
Questa volta però fu diverso, qualcosa interruppe il suo tormento, i suoi occhi non si chiusero, la stanchezza non prese il sopravvento e il dolore cessò. Si inginocchiò sul suolo sabbioso e gelido e osservò i piedi della figura che si era posta dinanzi a lui.
"Immagino che non sia ancora abbastanza....vero?" Disse Beckett con voce flebile ed ignaro di chi fosse la figura dinanzi a lui, avvolta nel buio.
"Parla allora...cos'altro mi tocca? cos'altro ancora deve straziarmi?" Disse Beckett con voce spezzata

Strana scena per chi lo aveva conosciuto come lo spietato Lord Cutler Beckett.
Will si avvicino' e lo fissò per un attimo, lo odiava per tutto quel che era stato ma in quel momento gli faceva molta pena, la morte rendeva tutti deboli, persino un uomo come Cutler!
Beckett alzo' lo sguardo e vide Will, non lo riconobbe, era ancora troppo confuso
Will:" e infine ci rivediamo Beckett... "

Beckett si irrigidì ed alzò lo sguardo dalla sabbia nera  per guardare negli occhi l'uomo dinanzi a lui "Questa voce...io la ricordo..." Disse Beckett poi si alzò in piedi barcollando, stupito.
"Signor Turner...Will Turner?! Siete voi?" Disse Beckett scioccato, scosse la testa incredulo "Malgrado non sono a conoscenza di ciò che è successo dopo che avete fatto a pezzi la mia nave dubito fortemente che voi dobbiate subire una pena simile alla mia in questo posto...siete morto signor Turner?" Domandò appoggiandosi contro il relitto dell'Endeavour esausto. La punizione lo stremava sempre più.
"O devo pensare che siete venuto qui per infliggermi la...VOSTRA di punizione...parlate allora, vi ascolto con attenzione" Disse Beckett mostrando un sorriso amaro.

Will:" l'unica punizione che vi infliggerei sarebbe  quella di restare in questo posto per l'eternità.... ma c'e' chi vi tiene in considerazione Lord Beckett e sarò costretto a riportarvi in vita!"
Beckett guardò stupito il capitano dell'Olandese Volante che continuò nel suo discorso
Will:" Dunque seguitemi , abbiamo altre anime da recuperare ora "

Incredulo quanto scettico Beckett rimase dov'era "Mi state prendendo in giro signor Turner? Non è gia abbastanza divertente per voi vedermi ridotto così? Perchè illudermi?" Disse Beckett a denti stretti e con voce spezzata
"Perchè siete venuto?...non certo per fare opera di carità..giusto?Spiegatemi perchè dovrei seguirvi.."
Beckett si morse la lingua, in effetti andar via da quel posto non era affatto una cattiva idea ma chi gli assicurava che quello fosse Will Turner? E chi gli assicurava che non volesse portarlo in un posto peggiore con l'inganno?

Will:" non potrei essere più serio purtroppo e che voi lo vogliate o no mi seguirete senza fare storie!
Calypso la Dea del mare ci vuole al suo servizio e come promesso vi restituirà la vita...
Purtroppo però, sappiate che il destino ci metterà di nuovo contro Jack Sparrow, il vostro caro vecchio amico...".

Beckett inarcò un sopracciglio con aria scettica "Calypso dite? Jack Sparrow?" Poi si strinse nelle spalle "E va bene...se proprio insistete" E si avvicinò a Will mentre gli occhi verde acqua brillarono nel buio "Sia chiaro però...che se vi state prendendo gioco di me, me la pagherete Signor. Turner..." Poi sorrise amichevolmente e il viso si distese in un espressione allegra "Vogliamo andare?" Disse e senza aspettare alcun cenno di Will si diresse verso l'Olandese Volante.

 

Will Turner si sentiva un pò a disagio vicino a Cutler , nonostante un tempo strinse patti con lui.
Una volta saliti sull'Olandese Volante si diressero verso il fiume indicato da Tia Dalma , c'era molta vegetazione intorno con alberi che nessuno di loro aveva mai visto sulla terra, con radici talmente enormi ed intrecciate che non permettevano al fiume di straripare . Beckett si guardò in giro incuriosito, non sapeva da quanto tempo fosse rinchiuso in quell' Ade scuro e gelido ma la vista di quel posto lo tranquillizzò dopo tanto tempo passato in agonia.
"Perchè siamo qui?...Non mi sembra il mondo dei vivi" Disse Beckett coprendosi di poco gli occhi con la mano, non era più abituato alla luce e quel posto ne aveva tanta, forse anche troppa. Will sembrò non degnarlo di uno sguardo e di tutta risposta Beckett sorrise
"Forza, non fatevi pregare, fate felice un povero dannato ...c'è qualcun'altro che merita questo...regalo, oltre a me?" Domandò incrociando le braccia sul petto mentre Will era al timone poco distante da lui.

Will:" si due persone che voi conoscete molto bene, Uno di loro e' morto per mano vostra... inspiegabilmente e di questo non vi perdonerò mai.
L'altro e' stato colui che vi ha permesso di recuperare il cuore di Davy Jones... Non vi viene in mente nessuno?" disse Will ironico
e aggiunse:" Dobbiamo sbrigarci però, il tempo scorre e noi non ne abbiamo piu' molto a nostra disposizione"

Beckett non poté non restare a bocca aperta ma si riprese velocemente "E sia..." Disse distogliendo lo sguardo. L'Olandese fu costretta a fermarsi in quanto il fiume si restringeva sempre di più e ormai erano quasi giunti a destinazione.
Will:" Signor Turner scenderete con noi , preparatevi"
Sputafuoco senti' una fitta allo stomaco, rivedere Norrington, morto per mano sua senza un motivo, ingiustamente ...
scesero dalla nave e subito si resero conto che camminare tra quelle piante non era per nulla semplice, provarono a tagliarne alcune sul loro cammino ma sembrava che più ne spezzavano e più ne spuntavano!
Will:" e questo dovrebbe essere il paradiso dei marinai?"
Sputafuoco:" siamo vicini suppongo"
Camminarono per circa un'ora giungendo in un luogo meraviglioso , un giardino immenso dove si potevano trovare tutti i tipi di fiori e forse anche fiori che fra i vivi non esistevano.
E li vicino ad un ruscello di acqua impidissima ,videro un volto a loro familiare e Sputafuoco tremò...
il suo volto bellissimo e sereno rasserenò Will , e forse per la prima volta nella sua vita era contento di vederlo, in fondo per lui un tempo forgiò una spada bellissima degna della sua figura.

L' Ammiraglio James Norrington aveva appena deciso di andare incontro al suo destino, cosciente di aver così accettato e aperto le porte alla Morte, ma pieno della convinzione di aver agito giustamente e con onore; d' altronde il suo primo e ultimo bacio dato alla sua amata era il miglior incoraggiamento che potesse avere e bastò quello per infondergli tutto il coraggio degno dell' impresa in cui si trovava. No, non aveva paura della morte, non avrebbe concesso il suo alto grado a quello spregevole essere quale era Davy Jones...
Così, quando sentì che la vita spirava e che la Moira aveva tagliato il filo, si sentì improvvisamente sdraiato e rilassato. Aprì gli occhi e con grande stupore vide intorno a sè un luogo completamente deserto: non vi era cielo nè terra e nè orizzonte. Si guardò e vide che aveva ancora la sua divisa e i suoi effetti, ma nella migliore delle condizioni: l' abito non aveva conservata nessuna delle tracce di sangue che sicuramente dovevano averlo macchiato, e nemmeno pieghe lo sgualcivano.
Beh? Cos' era quello? Il Purgatorio? Certo ne aveva uccisi di cristiani, ma non immaginava che il suo aldilà sarebbe stato così freddo e vuoto.
Ma proprio in quel momento una luce quasi accecante apparve insieme ad un lontano orizzonte: lentamente si delineò la forma di un Sole, sebbene la luce che emanava fosse ancora forte; i suoi potenti raggi colpivano ovunque, e ovunque si posassero prati e foreste vi crescevano inarrestabili: alberi e fiori nascevano con la stessa impetuosa velocità, catene di monti sorgevano insormontabili e innevate. Ciò su cui James poggiava piede aveva ora aspetto terreno e lentamente delicata e profumata erba crescevano cingendo dolcemente i suoi stivali. Ma la Luce ora andava affievolendosi e presto si ritrovò immerso in una calda e accogliente ombra: alzò gli occhi e vide che enormi e maestose querce lo avevano circondato. Non poco lontano da lì però la foresta di querce finiva e la luce irrompeva di nuovo in quel paesaggio meraviglioso. Vi si affaccio e non potè fare altro che rimanere a bocca aperta: la terra ora si estendeva fin dove lo sguardo spaziava, finendo in un orizzonte limpido e chiaro; alla sua sinistra poteva vedere qualche monte sparso e poi più avanti una catena ben disegnata di cime più alte e bianche; in basso vedeva una verde vallata, colorata ogni tanto da campi di fiori di vari colori e sfumature, ma che ben collimavano insieme. A destra, finalmente il suo sguardo trovò qualcosa di familiare, in quello splendido quadro degno del pennello di un artista: il mare, che brillava in tutta la sua bellezza.
Se quello non era il Paradiso, pensò, poco ci mancava.

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Scorse in lontananza  una nave, che per quanto avesse un aspetto trasandato e poco rassicurante aveva qualcosa di tremendamente familiare.
Si alzò di scatto e si portò le mani ai capelli: non era possibile. L' Olandese Volante non poteva essere lì. Eppure era lui, e la sorpresa fu tanta. Chissà che fine aveva fatto quel lurido mostro di mare di Davy Joes e la sua dannata ciurma. Ebbe tempo comunque di prepararsi ad accogliere, seppur sempre meravigliato, i nuovi arrivati; ma la vista di Will Turner e Lord Cutler Beckett fu oltremodo disarmante. Cosa ci facevano lì loro?! e Jones? In ogni caso cercò di apparire il più pacato possibile e  accolse i visitatori con il suo solito affabile sorriso, come sempre nel suo stile:
- Cosa ci fanno in questa terra baciata da Dio due dannati come voi due? - disse rivolgendosi a Will e Beckett - siete morti per caso? Questo non mi stupirebbe, ma la vostra venuta qui, lo confesso, mi lascia alquanto perplesso. –

Beckett si accostò con il volto all'orecchio di Will e sorrise "Sono curioso di sapere cosa racconterete a lui ora...magari volete informarlo della vostra nuova carica, di certo gli farà piacere sapere che avete preso il posto di Jones."
Concluse le parole dando un colpetto sulla spalla di Will poi si rivolse a Norrington "Su su signor Norrington non siate così prevenuto nei nostri confronti.."
Beckett si interruppe nel vedere lo scetticismo dipinto sul volto dell'ex Commodoro ma si riprese sorridendo "Ahm, piuttosto sono addolorato per la vostra morte ma credo che vi sia toccata una punizione..." Pronunciando le ultime parole agitò le dita indice e medio di entrambe le mani "migliore della mia in ogni caso....e di gran lunga oserei"
Disse guardandosi intorno per un breve istante poi tornò ad osservare Norrington "Oh, ma prego però chiedete al signor Turner perchè siamo qui visto che sono così curioso di saperlo anch'io...avete parlato di un favore da parte di Calypso, signor Turner. La cosa mi rallegra ma a che dobbiamo questa sua gentilezza?..." Disse Beckett rivolgendosi a Will.

Will guardò Norrington prima e Beckett poi come per trovare il coraggio di pronunciare quel nome
Will: " La causa e' Jack Sparrow... Calypso desidera fermarlo !"

Norrington guardò entrambi abbastanza sospreso. Già il fatto di vederli lì lo aveva fatto tentennare, ma il pensiero che ci dovesse essere dell' altro non lo aveva previsto.
- Forse qualcuno dovrebbe degnarsi di darmi qualche spiegazione, signor Turner... Cosa avete fatto al petto?- La grande cicatrice che egli portava al petto lo aveva lasciato di stucco. Allora per evitare l' argomento preferì rivolgersi a Beckett:
- Per un voltagabbana come voi qualsiasi purgatorio non sarà mai abbastanza credo. Come mai vi trovo proprio qui dove non dovreste essere? - Ma l' affabile sorriso del Lord non lasciava trasparire il minimo imbarazzo, sembrava anzi che si stesse divertendo a vedere lui così smarrito. Certo gli mancavano certe informazioni come...
- Chi è Calypso?- chiese rivolto a Turner, con un' espressione che ora non poteva più negare lo stupore.

Will:" James non dirmi che non hai mai sentito parlare della Dea del mare , sarà lei che ti riporterà in vita , è lei che condannò Davy Jones ad un'eternità di schiavitù sull'Olandese Volante ed è a lei che dobbiamo dar conto d'ora in poi."

Norrington si rivolse a Will:
- Interessante... una Dea del mare e il suo potere di riportarmi tra i vivi...-
Si soffermò un attimo ad osservare quel brilluccichio che distingueva l' Oceano da qualsiasi altro paesaggio statico.
- Ma perchè è richiesta la mia presenza nel mondo reale? Pensavo che i miei servigi non fossero più richiesti - e dicendo questo lanciò un' occhiataccia a Beckett, che continuava a sorridere. Beckett sorrise affabilmente "Non guardate me Commodoro, ne so quanto voi...sinceramente l'idea di tornare in vita mi.." fece una breve ed inaspettata pausa per poi ritornare a parlare "rallegra. Comunque, come mai dobbiamo star dietro di nuovo e sottolineo, di nuovo, alle pazzie di Jack Sparrow?. Se non erro...è colpa sua se io mi trovo qui.." Beckett si avvicinò a Will "O magari è anche vostra...signor Turner?" Lo sguardo gelido di Beckett si rivolse poi a Norrington "Perchè mai dovremmo aiutare questa Dea del mare io mi chiedo....cosa combina Jack Sparrow di così...disastroso, da richiedere a dirittura la mia presenza o tantomeno quella del Commodoro? Cos'ha combinato? Ha perso di nuovo la sua nave sul fondale?" Beckett sorrise e pose le mani dietro la schiena con eleganza "Sono in ogni caso, curioso di sapere cos'è necessario fare perchè io ritorni in vita...ci sarà una condizione da rispettare immagino."Disse Beckett, il volto lasciò trasparire un'insolito segno preoccupazione e per un istante abbassò lo sguardo come incerto. Will non era certo contento, almeno quanto loro ,di avere di nuovo a che fare con Jack Sparrow, anche se in fondo lo considerava comunque un amico.
Ma avere contatti con jack significava essere perseguitati dai guai e non trovare pace.
Will:" E' la Dea del mare che ha deciso di riportarvi indietro, e siccome conoscete Jack Sparrow suppongo che il vostro aiuto sia utile! "
Guardo' Norrington e aggiunse :" E' in cerca della fonte dell'eterna giovinezza , e Calypso ha previsto morte e guerra se mai ci riuscirà, dobbiamo fermarlo! Sarà questo il prezzo da pagare per riavere la vostra vita, tirarvi indietro sarebbe folle.
Dunque qual' e' la vostra risposta?"

Beckett rimase per un istante interdetto. Fonte dell'eterna giovinezza? Pensò. Ne aveva gia sentito parlare, ma aveva reputato l'esistenza di questa fonte impossibile. Una storiella raccontata dai pirati spagnoli durante la scoperta dell'America.
"Ciò che dici è impossibile..."Disse Beckett, ma con una nota di incertezza nella voce "Jack Sparrow avrebbe trovato la fonte dell'eterna giovinezza?"
Will non rispose ma rimase dov'era a fissarlo in attesa di una risposta. Beckett si strinse nelle spalle "E va bene...se è per tornare indietro io ci sto...ma non intendo morire di nuovo per Jack Sparrow sia chiaro. Mi limiterò ad aiutarti a trovarlo, le mie conoscenze nautiche possono essere utili...se non fondamentali in questo caso" Poi sorrise e attese che Norrington prendesse la sua decisione con Will

Will:" Perdonatemi se vi correggo Lord Beckett ma... Jack ha trovato la mappa per trovare la Fonte dell'Eterna giovinezza e non la fonte stessa.
L'ho vista anche io la mappa, l'ho toccata con mano ,fu usata da me e Barbossa per ritrovare Jack ai confini del mondo .
Apparteneva al Pirata Sao Feng ed e' una mappa davvero particolare che non conduce in un solo luogo.
Ma ora dobbiamo sbrigarci e ritornare sull'Olandese Volante, ma prima cercheremo il Governatore Swann.
Orsù James cosa rispondete?"

Norrington guardò entrambi e sorrise. Poche volte in tali circostanze Will Turner o chi per lui aveva richiesto il suo aiuto, e se il suo onore e profondo senso del dovere gli impedivano di fatto di negare il suo appoggio. Aveva cominciato a camminare intorno ai due con passi lenti e ben distesi, calibrando ogni parola per accrescere l' attesa. Si, si stava divertendo ad osservare le loro facce apparentemente immobili e ad immaginare cosa poteva muoversi dietro.
Si fermò infine di fronte a Turner:
- Il caso ha voluto che io non abbia indole egoista, signor Turner - passò a guardare Beckett - poichè anche se la tentazione sarebbe allettante, non posso dimenticare i doveri e le responsabilità conferitemi dal grado, ragion per cui avrete il mio aiuto.-
Così dicendo, si sistemò giacca e cappello in testa e voltò verso la nave.

Will sorrise all'ex Commodoro.
Per quanto non si tollerassero in fondo Turner stimava Norrington e sapeva che non c'era mai stata cattiveria in lui , ma al massimo "una promessa di redenzione".
Will:" Bene signori , siamo quasi pronti per salpare....
Qualcuno di voi sa dove trovare Waetherby Swann?"

Ma Will non ebbe risposta concreta da nessuno dei due, Beckett non era mai stato in quel luogo e Norrington non aveva mai incontrato il padre di Elizabeth .

Intanto se ne stava in silenzio Sputafuoco Bill mentre osservava James Norrington che , a quanto pare, non lo aveva riconosciuto affatto.
Si sentiva in colpa, per quella morte cosi' assurda ed ingiusta sull' Olandese , in fondo James stava solo salvando la vita di Elizabeth .
Decise che una volta risaliti sulla nave avrebbe parlato con lui, desiderava chiarire l'errore commesso e magari cercare perdono.

Il gruppo si mosse e seguendo il ruscello giunse in una distesa immensa di fiori di tutti i colori, e lì rimasero immobili per qualche istante ad osservare quello spettacolo ,mentre delle anime di tanto in tanto passavano dinnanzi i loro occhi.
Camminarono tanto, e nessuno di loro sapeva dire con certezza per quanto tempo , il paesaggio era sempre lo stesso, magari stavano girando in tondo ma non se ne sarebbero mai resi conto.
Will:" Ma dove siamo finiti??non riesco più a distinguere la via del ritorno!"
Sputafuoco:" Figliolo guarda... chi e' ? chi e' quell'anima che ti guarda con tanta curiosità"
William si voltò ed in mezzo ad un gruppo di "persone" vide un viso familiare che gli sorrideva incredulo
W.Swann:" Will... sei tu? sei proprio tu? Sei tornato a prendermi?"
Will gli corse incontro seguito da Norrington che lasciò gli altri due indietro
Will:" Signor Swann! che piacere rivedervi!"
W. Swann:" Ma sei morto? e.... James anche tu qui?? "
Will:" Signor Swann , si siamo tutti morti ( o quasi) e abbiamo la possibilità di ritornare in vita, da coloro che ci amano "
Will sorrise al Governatore che capì a volo che si stava parlando di Elizabeth
Swann vide altre due figure in poco piu' lontane:" e loro chi sono? mi sembra di conosc... Cutler Beckett!!! Buon Dio cosa ci fa qui quell'assassino!"
Will:" Vi prego calmatevi Governatore , siamo stati convocati dalla Dea del mare per una missione ma... vi racconterò tutto sull'Olandese Volante, vi prego seguiteci"
James sorrise al governatore come per rassicurarlo, c'era sempre stata simpatia ed affetto tra di loro e Norrington non lo avrebbe mai tradito.
W. Swann:" O..Olandese Volante?Dunque avete a che fare anche con Davy Jones?"
Will:" Davy Jones è morto , l'Olandese Volante non e' più sua , sono io che traghetto le anime adesso, a me e' stato affidato questo compito che svolgo da un po"
Il governatore Swann era confuso più di prima , ma l'idea di non essere più solo lo rincuorò.
Si avvicinarono a Sputafuoco e Beckett e si incamminarono mentre il Governatore mostrava loro la strada per ritornare al grande fiume .
Durante il viaggio Swann si avvicinò a Beckett e guardandolo con rabbia e sofferenza
W. Swann:" Beckett non vi perdonerò mai per il vostro gesto, la vostra crudeltà non ha limiti"

Cutler Beckett, che intanto stava camminando con passo elegante e  con le braccia dietro la schiena, distolse lo sguardo dal paesaggio per rivolgerlo a Swann.
Beckett:"Ebbene è tutto qui ciò che avete da dirmi signor Swann?" Disse sorridendo gentilmente, quel sorriso provocò a Swann un moto di stizza
W.Swann:"Ovvio che no" Lo incalzò Swann "Avrei parecchie cose da dirvi. Se è vero che possiamo tornare indietro non vedo perchè questo dono spetta anche a voi! Siete un uomo orribile Beckett" Disse Swann in preda alla rabbia, fu a quel punto che Beckett si fermò e si voltò a guardarlo.
Beckett:"Se vi può consolare...signor Swann"Disse a denti stretti mentre gli occhi color verde acqua sostenevano lo sguardo dell'altro "La punizione che mi è toccata in quel limbo orribile dove mi trovavo fino a poco tempo fa, mi costringeva a vedervi tutte le maledettissime volte e ad udire le vostre taglienti parole prima di provare di nuovo il dolore della morte...immaginate quale strazio" E si accostò di poco al volto dell'uomo "Non chiedo il vostro perdono Swann, né tantomeno lo desidero" E detto questo riprese a camminare impettito verso il gruppo lasciando Swann di stucco.

 

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