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-CAPITOLO II- CAPITAN JACK SPARROW

Jack si levò in piedi d’improvviso, facendo barcollare la piccola imbarcazione con cui era scappato quando aveva sottratto a Barbossa l’importantissima mappa.
Alzò il dito x controllare la direzione del vento e capì che la fortuna, come sempre, non l’aveva abbandonato. Issò quel poco di stoffa che aveva l’ardire di considerare una vela e fece un rapido calcolo della distanza che lo separava da Tortuga.
Tortuga…Il luogo ideale per ricominciare…Jack già si era trovato in quella situazione una volta, quando insieme a Will recuperò la Perla Nera e liberò la ciurma di Barbossa dalla tremenda maledizione che li affliggeva. Sedendosi accanto al timone, pensò al giovane Turner…aveva rinunciato all’immortalità per salvargli la vita ed ora che doveva ricominciare un lungo cammino era solo per colpa sua. Eppure gliel’aveva ripetuto un’infinità di volte di non fare cose stupide! Ma alla fine non sarebbe stato il degno figlio di Sputafuoco Turner se lo avesse ascoltato.
Nonostante tutto, in questa situazione gli avrebbe fatto comodo averlo al fianco…ma ora che traghettava le anime dei morti sperò non doverlo mai incontrare, nemmeno per sbaglio.
La prima cosa che gli serviva quindi, era una barca ed una ciurma! Immaginò che almeno Gibbs sarebbe stato facilmente rintracciabile una volta a Tortuga…in fin dei conti tutti erano facilmente rintracciabili lì…e dopo, una volta ripreso possesso di una imbarcazione, avrebbe seguito passo passo la mappa che lo avrebbe condotto verso la mitica fonte della giovinezza.
Mentre sorseggiava una bottiglia di rhum, Jack pensava alla gloria eterna che lo avrebbe pervaso, il suo nome si sarebbe tramandato per l’eternità ed in ogni oceano.
Sarebbe stato per tutti: l’eterno giovane Capitan Jack Sparrow…

Si svegliò d’improvviso nel sentire delle voci e si rese conto che come al solito si era sbronzato per bene con il rhum…era passata una intera notte ma il vento l’aveva condotto esattamente dove voleva…era appena entrato a Tortuga.

Una volta ormeggiata la barca, si guardò intorno alquanto stralunato ed ancora assonnato, cercando di ricordare la strada per la taverna quando una figura gli si pose innanzi:

-Capitan Jack Sparrow, immagino… -

L’uomo si girò di scatto ed un’espressione di stupore gli si dipinse sul volto.

Una bellissima donna dagli occhi verdi gli si parò dinanzi, lo sguardo di lei lo lasciò per un istante senza parole, quest'ultima si portò le mani sui fianchi e con aria infastidita parlò
"Quella...cosa...è sua?" Chiese la donna inarcando il sottile sopracciglio, rivolta alla sua piccola imbarcazione. Jack sorrise affabilmente
Jack:"Questa cosa è la Perla Nera! E' la nave più veloce e..." Ma l'altra lo interruppe
"Questa cosa è una nave?" La donna continuò a fissarlo. Jack aggrottò la fronte e si voltò "Ma certo che lo..." Si interruppe quando vide la minuscola imbarcazione e maledisse la sbronza. Si era totalmente dimenticato che la nave era nelle mani di Barbossa. Lui però aveva la mappa, si la mappa! Doveva recarsi all'osteria, stava per dimenticare anche quello.
Tornò a guardare la donna e sorrise "Dolcezza...perchè non mi lasci passare, non ho tempo da perdere..." E fece per proseguire, ma la donna restò dov'era
"Spiacente capitan Sparrow...dovrete attendere per scolarvi la vostra ennesima bottiglia di ruhm" Jack rimase come incantato, i suoi occhi verdi sostennero il suo sguardo
"Ahm, senti..dolcezza" ma Jack fu nuovamente interrotto
"Innanzitutto il mio nome non è dolcezza, ma Sarah" Disse la donna incrociando le braccia visibilmente stizziva. Jack adorava le donne con quel caratterino.
"Ceramente tutta curve....adesso puoi spostarti in modo che possa recarmi alla più vicina osteria. Grazie" Detto questo Jack la scostò con forza ma senza spingerla. Era pur sempre un gentil uomo.
"Senti tu...!" La donna non perse tempo e lo rincorse "Statemi a sentire! Insomma volete fermarvi?!"Sarah lo afferrò per un braccio. Jack per poco non perse l'equilibrio ma urtò comunque sulla giovane donna
"Allora!" Disse lei senza perder tempo"So cosa nascondete..."
Jack sospirò "Ah si? E cosa nascondo?" Ripeté lui totalmente disinteressato
"Non crediate che sia così ingenua...nascondete la mappa che porta alla fonte dell'eterna giovinezza"
Jack si irrigidì e rimase senza parole, immobile come un sasso a fissare la donna, quest'ultima intanto sorrise con l'aria di chi aveva fatto centro.

 

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Infine riuscirono a raggiungere l'Olandese Volante in tempo utile, come indicato ds Tia Dalma .
Salparono in gran fretta e raggiunsero il mare dei "morti" , dove ad attenderli c'era Calypso .
Will:" Dunque uomini, la prima missione , una volta tornati nel mondo dei vivi, è quella di ritrovare Jack Sparrow"
W. Swann:" e dove pensi di trovarlo?"
Will:" non vorrei risultare banale ma il primo posto che mi viene in mente è Tortuga, altrimenti in qualsiasi posto dei Caraibi e a quel punto non sarà per nulla facile!!"

Intanto Sputafuoco si avvicinò a James, lo guardò e disse
Sputafuoco:" Signor Norrington desidero parlare con voi, voglio chiedervi scusa per il dolore che vi ho procurato uccidendovi, non ero in me e purtroppo per la mia follia avete pagato voi"

Norrington guardò l' uomo dapprima con sospetto, dacchè non l' aveva riconosciuto, ma mano mano che parlava si palesavano nella sua mente quei terribili momenti, e quello sguardo, ormai ridotto ad un' unica espressione dall' esperienza vissuta, che lo fissava con odio, e l' immediato e fitto dolore alla vita. Deformò il viso in una smorfia di disgusto e cercando di controllarsi, rispose:
- Ogni cosa è stabilita in modo che chi ha sbagliato a questo mondo prima o poi paghi...Signor Turner - E osservando il volto sorpreso e deluso dell' uomo, estese un sorriso e gli si avvicinò - oh, non temete mastro Turner, non sarò io a farvi scontar questa pena. Avete agito nella piena coscienza della vostra azione, chi meglio di voi sa come il Fato operi in questi casi?
Detto questo superò Sputafuoco, rimasto esterrefatto, e si diresse verso William per informarsi riguardo la rotta da seguire e trovare un incarico utile.
La cicatrice faceva ancora male, ma la ferita morale che Sputafuoco gli aveva inflitto bruciava ancora di più. Per quanto fosse uomo di saldi principi e di paziente comprensione, era sempre un essere umano, e per l' onta ricevuta non era ancora tempo di passare.
Cercando distrazione dai mille pensieri che quella brece conversazione gli avevano scosso, si rivolse al Governatore Swann:
- Governatore, vi devo delle supplici scuse. Dovete perdonarmi per aver permesso che vi uccidessero, e per aver incautamente creduto alle direzioni dei miei superiori. - qui rivolse uno sguardo glaciale a Beckett, che dal canto suo, non sembrava minimamente scosso delle palesi denunce riguardo al suo comportamento.

W. Swann con tono dolce :" James siete sempre stato un amico fedele , non ho nulla da perdonarvi, non lo sapevate, non potevate saperlo..."
Ma il Capitano li interruppe
Will:" qui sono l'unico che crede che sia inutile parlare di queste cose ora? sarete di nuovo in vita fra poco e avrete tempo per riparare agli errori commessi."
Tutti guardarono Will , in effetti si resero conto che aveva ragione, al momento la cosa piu' importante era la loro missione e di riconciliarsi e chiedere perdono ci sarebbe stato tutto il tempo ,dopo. Norrington parlò-Giusto a tempo che parlate di cose utili, signor Turner, sarei lieto di sapere cosa promettete a queste povere anime quali siamo, in cambio dei servizi che ci richiedete.
Sia lui che Beckett guardarono Will, in attesa di risposta.

Will:" ebbene signor Norrington , la vita non vi basta? cosa chiedete ancora? avanzate pretese in particolare?"

James rise.
- Mi sembrava di avervi già accennato al fatto che gli unici motivi per i quali mi trovo qui sono la mia dignità e il mio grado. Tuttavia non vedo nessuna ragione contraria ad una lecita richiesta di risarcimento, non pensate, Lord Beckett? - l' occhiata d' intesa che gli rivolse ora era completamente diversa da quella con cui l' aveva (o aveva cercato di farlo) fulminato pochi minuti prima;
- A questo mondo non si fa più nulla per nulla, signor Turner; ormai dovreste saperlo.

Beckett rimase per un istante in silenzio osservando il volto stupefatto di Will e il sorriso insolito di James Norrington. Non lo credeva capace di comprendere una tale e crudele verità. Aveva ragione, lui stesso la pensava allo stesso modo. La moneta e gli scambi facevano girare gli affari e gli affari prevedevano sempre un accordo, era la regola, lo era da secoli. Tuttavia, malgrado avesse compreso le intezioni del Commodoro non riuscì a proferir altro che
Beckett:"Signor Turner" Disse dopo aver tratto un profondo respiro quasi spazientito "Vi aiuterò a trovare Jack Sparrow ma sia ben chiaro, le vecchie abitudini sono dure a morire, giusto Norrington?" E sorrise all'uomo accanto a lui per poi riprendere a parlare "Non intendo salvare Jack Sparrow e concludere tutto con una stretta di mano...sia chiaro. Quando lo troverò pretendo la mia rivincita e nessuna intromissione, in cambio vi assicuro la mia fedeltà e..." Beckett si morse le labbra prima di pronunciare "e la mia obbedienza ai vostri ordini" Concluse e senza aspettare risposta si diresse verso il ponte alto della nave.
Non sapeva se fidarsi o no delle intenzioni di Will Turner. Dopotutto, chi gli assicurava che una volta tornato in vita sarebbe potuto tornare a condurre la sua brillante carriera, ai suoi affari..alla sua vita?Il ritornare in vita poteva anche non prevedere tutto questo e comportare invece anni di schiavitù a bordo dell'Olandese Volante, questo lo sapeva bene, ma non poteva accertarsene ora, doveva rischiare...non aveva altra scelta ed inoltre, c'era un obiettivo che desiderava raggiungere. I suoi occhi verde acqua fissarono le acque poi si voltò a guardare la discussione ancora aperta tra Norrington e Will Turner.
"Gi affari, sono affari..." Decise che non si sarebbe lasciato imbrogliare. Non poteva permetterlo, non di nuovo

Will:" Bene Signori, allora ce' una cosa che dovrete capire ,altrimenti e' inutile portarvi con me!
Ricordate che è la dea del mare che detta regole, anche io devo stare a quel che dice! qualsiasi pretesa avete dovrete rivolgerla a lei !
E comunque permettetemi signori , siete due ingrati! Se proprio non vi sta bene quel che vi verrà concesso allora rifiutatevi, ma abbiate il coraggio di farlo con Calypso stessa!
E ora basta con queste chiacchiere , ognuno trovi il suo posto sulla nave e ci resti! "
Il Capitano Turner era davvero infastidito da quelle inutili chiacchiere e raggiunse in gran fretta il timone dell'Olandese, lasciando gli altri amareggiati e stupiti .

Beckett sorrise, se l'era aspettato dopotutto, però non aggiunse altro, restò dov'era e continuò a contemplare le acque in attesa. La punizione inflittagli gli faceva ancora male, sentiva uno strano peso su di sé...chissà se quel dolore sarebbe mai cessato.
Voleva tornare alla sua vita. L'idea di poter tornare a vivere era un'occasione che non poteva perdere ma nello stesso tempo aveva paura di subire un ulteriore punizione. Se il tornare in vita avesse realmente comportato la schiavitù a bordo dell'Olandese allora non aveva più speranze. Aveva così tanti pensieri e desideri per la testa che non si accorse della presenza di qualcuno alle sue spalle finché non udì una voce.
"Ce l'hai fatta Will..." Disse una voce femminile. Beckett si girò di scatto e rimase come impietrito a fissare la misteriosa figura apparsa inspiegabilmente accanto a lui. E come un sogno comparve Tia Dalma:" Sei stato davvero bravo mio caro Will, vedo che ci sono tutti"
Will:" come da te richiesto Calypso, ma ora saresti cosi' gentile da dirci cosa dobbiamo fare?"
Tia Dalma:" ebbene... cosi' sia!
Cercherete Jack Sparrow ovunque!! Non mi importa quanto vi costerà e cosa dovrete fare, ma dovete fermarlo.O non avrete la ricompensa che vi ho promesso ..."

Beckett tentò di mettere da parte lo stupore, per un istante gli era parso che la donna lo avesse fissato intensamente. Era quella Calypso? Aveva gia sentito parlare di lei, a bordo della sua nave, in presenza dello stesso Will e di Davy Jones. Ora la dea del mare era lì a pochi centimetri da lui, doveva sfruttare l'occasione
"E quale sarebbe il compenso....mia signora?" Disse Beckett facendosi avanti e sorridendo "Sono curioso di sapere...."Tia Dalma lo fissò e ricambiò il sorriso ma quel sorriso poteva essere definito solo come "inquietante"
Beckett:"Se Jack Sparrow ha realmente trovato il modo di raggiungere la fonte dell'eterna giovinezza....e a noi spetta evitare un disastro di proporzioni oserei dire, catastrofiche, quale sarà il nostro compenso mi domando? E ovviamente...ci sarà più di un rischio..." Gli occhi di Beckett brillarono nel buio e attese imperturbabile la risposta della dea. Tia Dalma con tono sarcastico :" Lord Beckett la tua arroganza non muore mai vedo!
Vi è gia' stato detto che la ricompensa sarà la vita che ora vi donerò ma se fallirete sarò io stessa a riportarvi indietro !"
Le tre povere anime rimasero senza parole davanti a quella minaccia, avevano dato per scontato il ritorno alla vita senza ritornare indietro , ma Calypso era stata chiara, o avrebbe ottenuto quel che desiderava o addio accordo!

Will:"Bene Calypso, abbiano un accordo, non ci resta che ritornare nel mondo dei vivi adesso"
Tia Dalma:" ebbene.... "
Calypso sparì all'improvviso pronunciando parole incomprensibili per la ciurma della nave e all'improvviso l'imbarcazione fu risucchiata dalle acque con onde gigantesche che sovrastavano la nave fin sopra le vele.
Dopo attimi di panico l'Olandese Volante riemerse mentre un baleno verde si alzò fino al cielo!
Will , Cutler, james e Weatherby si guardarono a vicenda, Norrington si sfiorò il suo bel viso come per avere conferma di essere davvero vivo, mentre Beckett guardava il paesaggio intorno a se e con stupore avrebbe giurato che quelle erano le acque del Mar dei Caraibi!
Will felice del suo ritorno riprese il comando:" e adesso signori miei si parte alla volta di Tortuga!!"

 

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