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Beckett si rivestì velocemente, era riuscito a trovare qualcosa di dignitoso da indossare in un ripiano dell’armadio. Stava per sfilarsi via il lenzuolo quando si accorse che la donna era ancora lì a fissarlo – Ma insomma!- Disse Beckett tentando di far assumere alle sue parole un tono di rimprovero anche se ottenne soltanto una risatina da parte di Enora, quest’ultima si voltò portandosi le mani dietro la schiena e dondolandosi sui piedi. Che ragazzetta impertinente. Pensò Beckett lasciandosi sfuggire un sorriso sottile. Si cambiò in fretta e si affrettò a rindossare la parrucca. Aveva perso si e no un ora nel tentare di rimetterla in sesto e fortunatamente ci era riuscito. -Allora….- Beckett riprese a parlare ma Enora rimase ancora a fissare le travi di legno del pavimento. Beckett aggrottò la fronte – potete voltarvi adesso…- Disse, la donna obbedì e gli sorrise allegramente. Neanche questa volta Beckett non seppe se esserne contento o no. –Perché vostro fratello è stato preso in ostaggio?- Chiese Beckett. La donna lo scrutò intensamente per qualche istante e lo stesso fece lui. Era una bella donna, ma non era decisamente quello il luogo e il momento adatto per pensare a certe cose, ed attese quindi una risposta impaziente. Enora aprì la bocca per rispondere ma fu interrotta dal rumore di passi provenienti dall’esterno della cabina. La donna non perse tempo ed afferrò Beckett per la camicia –Voi dovete nascondermi…posso pagarvi!- Disse lei, Beckett sorrise –Temo che la vostra offerta sia inadeguata milady, non mi interessano i soldi…avete altro da propormi?- Rispose lui con un sorriso sottile. Intanto il rumore di passi si avvicinava sempre più ed Enora fu costretta a pensare velocemente ad una soluzione, gli occhi chiari fissarono quelli di lui. Beckett vide la rabbia aumentare sul volto della donna, ma quello non era affar suo, non aveva nessun interesse a proteggere una donna sconosciuta e per di più assecondare i suoi voleri….a meno che questa non lo minacciasse con una pistola in pieno stomaco. Beckett si irrigidì, perché provava una strana sensazione di “già visto?”. -Mi spiace di dover arrivare a questo…- Disse lei, Beckett la guardò senza rispondere- temo di non avere altra scelta…-continuò la donna. -Intendete uccidermi dunque? Sarebbe una mossa alquanto sciocca, non trovate?- Disse Beckett, tentò di non perdere il controllo, non voleva morire di nuovo e per di più in modo così sciocco. -Ovviamente…-Disse lei con voce melliflua. Beckett si stupì di quell’atteggiamento, evidentemente si era sbagliato. -Cosa intendete fare dunque…?Avete altro da propormi?....sto aspettando- Disse Beckett con un filo di voce, la donna gli sorrise –Se io vi do ciò che più desiderate al mondo…voi mi aiuterete a trovare mio fratello?- Disse lei avvicinando il suo volto a quello di Beckett. L’altro non si scompose, in tanti anni aveva imparato a trattare con gente senza scrupoli, dai pirati ai mercenari più incalliti ma ascoltò comunque con attenzione le sue parole e ne fu vagamente incuriosito. Intanto i passi sembravano aver rallentato, qualcuno si stava trattenendo fuori dalla cabina. -E ditemi, cosa potrei desiderare di più al mondo….?- Disse Beckett , i volti dei due erano vicini, forse anche troppo. -Voi volete Jack Sparrow….e io so dov’è…e posso aiutarvi a raggiungerlo- Disse Enora sorridendo. Beckett rimase interdetto per qualche minuto”Se mente….rischio davvero grosso a proteggerla..ma, se invece dicesse la verità potrei trovarlo prima degli altri ed alla prima occasione” Pensò Beckett ed abbassò lo sguardo –Affare fatto?- Chiese la donna. -Abbassate l’arma…prima- La incalzò lui. Lentamente sentì il tocco del freddo metallo sui vestiti scivolar via, Enora abbassò lentamente l’arma soddisfatta. –Non occorre una stretta di mano?- Disse lei con voce calma e soddisfatta. Beckett la guardò stizzito, quella donna era davvero imprevedibile e l’aveva sottovalutata come uno sciocco. -Siete furba milady…ne terrò da conto- Disse lui mentre l’altra gli porse la mano per concludere “l’accordo”. Beckett però non la strinse –Sia chiaro milady che la vostra proposta è ancora da valutare…pertanto vi nasconderete qui, deciderò in seguito cosa fare con voi- Disse allontanandosi e dirigendosi verso la porta. La donna si voltò furente –Voi non potete farlo! Non mi lascio usare in questo modo!- Disse a denti stretti, Beckett si fermò sulla soglia ma non si voltò –Sono spiacente…ma temo che non abbiate altra scelta…potete sempre farvi vedere dalla ciurma e rischiare di farvi uccidere, o attendere la mia decisione, a voi la scelta milady- Disse Beckett ed aprì la porta. -Siete proprio come vi avevano descritto- Disse la donna, Beckett si fermò di scatto ma nemmeno questa volta volle voltarsi, cosa significavano quelle parole? Non aveva tempo, il signor. Turner era poco distante dalla cabina, intento forse ad origliare. Beckett si affrettò a chiudere la porta e sorrise affabilmente –Desiderate qualcosa signor.Turner?- Chiese Beckett tenendo stretto il chiavistello della sua cabina tra le dita, se fosse entrato nei suoi alloggi qualsiasi piano avesse in mente sarebbe andato a monte, dopotutto la proposta di Enora gli interessava, eccome se gli interessava. -Il Capitano vi vuole sul ponte…c’è una persona che vuole incontrarvi- Disse Sputafuoco sospettoso, Beckett chinò leggermente il busto quasi a voler imitare un inchino servile –Subito…- Rispose Beckett ma non si mosse ed attese invece che fosse Sputafuoco ad allontanarsi per primo. –Molto bene- Rispose Sputafuoco e si diresse sul ponte ancora più insospettito. Cutler Beckett non aveva dubbi, colei che voleva incontrarlo era Miss.Swann, la donna era cambiata ma aveva sempre il suo sguardo arrogante sul volto -Miss Swann- Salutò Beckett con un cenno del capo e del tutto indifferente. -Lord Beckett…siete vivo, dunque- Disse abbozzando un sorriso che si spense subito dopo, la donna gli rivolse un espressione di puro disgusto. Beckett non ci fece caso e portandosi le mani dietro la schiena avanzò con passo elegante –Mi avete richiesto….dubito vogliate rivolgermi un semplice saluto Miss Swann- Disse Beckett, la donna si fece avanti –No affatto- e gli si parò dinanzi, Beckett aveva sempre ammirato il “caratterino” di Elisabeth Swann ed anche se era stata complice della sua morte non reagì alle sue intimidazioni, era pur sempre un gentil’uomo. -State attento Lord Beckett….a ciò che fate…siete tra pirati ora- Disse Elisabeth mentre gli occhi scuri si addolcirono accompagnando un sorriso soddisfatto, in effetti Beckett era come una pecora nella tana del lupo e questo lo sapeva bene. -Starò attento…non temete per me…siete così gentile. E’ la terza volta che vi preoccupate per me…- Disse Beckett sorridendo, riferendosi ai loro precedenti incontri, il primo dove Elisabeth lo aveva avvertito della maledizione del forziere azteco credendo che volesse impossessarsene e il secondo dove aveva provveduto ad organizzargli una “decorosa” fine a bordo della sua stessa nave. Elisabeth lo guardò riducendo gli occhi a due fessure e stizzita si allontanò verso Will. Beckett sorrise soddisfatto. -Siete alla ricerca di una rotta, dunque- Disse Elisabeth rivolgendosi a Will -alla ricerca di Jack….di nuovo.-
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